DIHA 03.03.2008 L’ex presidente della sezione di Bingol dell’Associazione per i diritti umani IHD Ridvan KIZGIN oggi è stato incarcerato per aver denunciato, in un rapporto di 5 anni fa l’uccisione di 5 cittadini del villaggio YUKARLI. Condannato dal tribunale di Bingol Kizgin dovrà scontare 2 anni e 6 mesi di carcere. Contro di lui 107 inchieste e 67 processi.
L’uccisione della ragazza Gazal Beu a Karlýova da cani dei
militari, sotto gli occhi dei soldati, l’uccisione
di 21 partigiani con armi chimiche, il rapimento di Selahattin Oge da
parte di paramilitari, gli incendi delle foreste da parte dello Stato,
sono alcuni degli episodi denunciati in questi anni dallo IHD
e che hanno fatto entrare nel mirino della repressione Ridvan Kizgin.
Infatti nel 2001 il prefetto di Bingol, Tamer Ersoy, ha preso la
decisione scandalosa di rimuover Ridvan Kizgin dalla carica di
presidente dell’Associazione per i diritti Umani di Bingol.
Per la prima volta un prefetto si arrogava il diritto
escludere dalla carica il rappresentante di una organizzazione civile.
E subito dopo è iniziata la grande persecuzione: dal 2001
sono state aperte contro di lui ben 107 inchieste e avviati 67 processi
penali.
I motivi delle inchieste e dei processi sono svariati e tutti molto
strani: dall’uso del sottotitolo 'Human Rihts
Association' nella carta intestata dell’IHD (Insan
Haklari Dernegy) che violerebbe la legge sulla lingua alla
dichiarazioni e articoli di denuncia che non rispetterebbero la legge
sulla divulgazione del volantini; dall’organizzazione di una
cena popolare per l’anniversario della nuova sede di Bingol
dell’IHD, perché non autorizzata dal Prefetto,
all’invio di una lettera di denuncia al Presidente della
Repubblica, perché non avendo la preventiva autorizzazione
del Prefetto è stato considerato un volantino non
autorizzato. Ogni dichiarazione, ogni intervista, compresa
l’ultima, a Ragio Gol, nella settimana per i diritti umani,
è stata considerato come diffusione di materiale di
propaganda non autorizzato.
Uno dei processi contro Ridvan Kizgin, quale presidente
dell’Associazione per i Diritti Umani riguardava la sua
inchiesta presso il villaggio di Yumakli dove il 10 luglio 2003 sono
stati uccisi 5 contadini ed il successivo rapporto sulla vicenda, che
evidenzia le responsabilità dello Stato.
E’ arrivata così la sentenza del tribunale di
Bingol che ha condannato Kizgin a 2,5 anni di carcere e la conferma
della 4 sezione della corte d’Appello che ha dato luogo alla
carcerazione.
La delegazione di osservatori sardi che negli ultimi anni ha sempre
visitato Bingol veniva ricevuta ogni volta proprio da Kizgin, che ha
maturato con essi una salda amicizia, avendo partecipato anche ad
alcune conferenze organizzate nell’isola.
Per questo i sardi hanno deciso di anticipare la loro partenza per il
Newroz 2008.
Alla notizia, Antonello Pabis dalla Sardegna ha commentato:
“Ridvan è un personaggio straordinario, con un
altissimo senso della giustizia e dei diritti della persona, una grande
generosità e una totale dedizione al suo popolo. La condanna
era annunciata ma lui non si faceva intimidire. Per questo non credo
che sarà lasciato solo. Anzi, noi stessi partiremo
immediatamente per portare la nostra solidarietà alla
famiglia, allo IHD e al popolo kurdo ed unirci a loro nel richiedere
che sia riconosciuta l’assurdità di quel diritto e
di quei processi e venga ridata la libertà a Ridvan Kizgin e
agli altri, numerosissimi che giacciono nelle galere turche per
“reati” di opinione.