Kurdish Info 30.09.2009 - L’esercito turco sta insistendo nel portare
Avanti delle operazioni militari distruttive. Come se gli attacchi
nelle regioni Medie non fossero stati abbastanza, l’uccisione di civili
continua. La tredicenne Ceylan Onkol è stata uccisa nel borgo della
parte bassa di Xambas, nel villaggio di Senlik, nei pressi di Lice, a
seguito di un bombardamento effettuato dalla gendarmeria del
battaglione di Tapan Tepe. L’attacco ha avuto luogo a 200 metri dal
villaggio. Il corpo della ragazzina è stato fatto a pezzi dal
bombardamento. Nell’attacco sono stati bruciati numerosi alberi e sono
morti anche molti capi di bestiame. Il procuratore della Repubblica di
zona si è rifiutato di recarsi sul luogo dell’assassinio asserendo di
non avere una “assicurazione sulla vita”.
La famiglia, di Diyarbakir, distrutta dalla morte della figlia nella latitanza dello Stato.La famiglia della ragazza si è chiesta come fosse possibile chiedere l’avviamento di una pubblica inchiesta se nella zona non è presente alcun ufficio dello Stato. La madre della ragazza ha detto quanto segue: “La mia Ceylan è stata fatta a pezzi. Perché la mia bambina è stata uccisa senza motivo? Chi ne risponderà?”
Rifat Onkol, il fratello della ragazzina, ha detto che lei si trovava in un’area boscosa per raccogliere del fogliame da dare alle pecore e, improvvisamente, è stata colpita da un colpo di mortaio sparato da un postazione militare che stava controllando la zona.
Rifat ha detto che pezzi del suo corpo sono stati trovati sopra gli alberi e che hanno aspettato sei ora in attesa di un medico legale e delle autorità giudiziarie ma che nessuno si è fatto vivo. Dopo l’attesa hanno contatto numerosi rappresentanti dell’amministrazione locale che hanno confermato che il medico e il procuratore non sarebbero arrivati per
paura di inoltrarsi nella zona ed hanno chiesto alla famiglia di portare il corpo della bambina al vicino distretto di polizia di Abali.
La famiglia ha dovuto mettere i resti di Ceylan in una cassetta per portarli alla stazione di polizia. Come affermato dal giornale Taraf, un rappresentante dell’Associazione per i diritti umani (IHD) della sezione di Diyarbakir, Serdar Celebi, ha affermato che nella zona dell’omicidio non sono state trovate tracce di esplosione di una mina: “Sembra che la granata sia stata sparata da una postazione a Tapantepe al confine tra Bingol e Diyarbakir. Questa postazione controlla la zona dell’incidente. Ma visto che nessun pubblico ufficiale si è recato nella zona dell’incidente non è stato possibile avviare alcuna indagine”.