Kurdish Info 01.10.2009- Il consiglio esecutivo del KCK(comunità delle società kurde) ha espresso
una propria valutazione sui fatti avvenuti negli scorsi giorni e ha
chiarito che il voler portare gli esponenti del DTP in tribunale
significa che diventa evidente ancora una volta la menzogna del “nuovo
corso”.
Il KCK fa riferimento alle operazioni contro la comunità di Dersim,
all’impiccagione di una ragazza dell’età di 13 anni ed agli attacchi
razzisti a Diyarbakir.
IL KCK sostiene che la “maschera del nuovo
corso” cadrà. Questi fatti non fanno altro che rafforzare la resistenza
di popolo. E’ evidente che la prassi quotidiana dello Stato turco rivela
una doppia morale nei confronti del popolo kurdo e dei suoi
rappresentanti. Recentemente si è discusso di voler condurre in
tribunale con la forza i rappresentanti politici dal popolo kurdo
legittimamente eletti. Questo sta a significare una mancanza di
rispetto, un’offesa del popolo, il non voler riconoscere la volontà del
popolo; di fatto è un attacco al popolo kurdo.
Da una parte si parla di “nuovo corso” di “pace” e di “fratellanza” , dall’altra parte questi attacchi mostrano la doppia morale e la mortificazione dei rappresentanti parlamentari del popolo kurdo, ossia la menzogna del “nuovo corso”. Questa maschera cadrà. Questo attacco fa capire quale governo, giustizia e burocrazia intende l’AKP. Questo
attacco vuole significare che non c’è posto per la libera volontà dei Kurdi,Il posto dei Kurdi è il tribunale, il carcere. Questa è evidentemente la logica che condusse in galera i deputati del DEP. E’ chiaro che non vi è stato nessun cambiamento. Le operazioni contro la comunità di Dersim sono da leggere in questa logica, sono una prosecuzione di questa logica. La
ragazza kurda è stata ammazzata in modo bestiale. Il KCK, in riferimento al caso della ragazza di nome Ceylan Önkol sottolinea che lo Stato turco calpesta il diritto alla vita in Kurdistan.
“Il secondo caso evidente che mostra la doppia morale dello Stato turco è il modo bestiale di come questa ragazza è stata ammazzata dall’esercito turco. Lo Stato turco ammazza senza ragione una ragazza kurda e il Pubblico Ministero non ritiene necessario aprire un’indagine. Che reazione ci sarebbe stata se tutto ciò fosse successo in un villaggio nei
pressi di Bursa? E’ evidente che la vita dei Kurdi non ha valore. Nessun rispetto per la vita dei Kurdi nel Kurdistan. In questo modo, sin dalla fondazione della Repubblica centinaia e migliaia di Kurdi sono stati assassinati sulla loro terra, il Kurdistan. E già diverse volte è successo che poliziotti e ufficiali che hanno ammazzato i Kurdi sono stati assolti. La logica con la quale fu assassinata Uğur Kaymaz è la stessa nel caso di Ceylan Önkols e non c’è nessuna differenza con la logica che vuole portare con la forza gli esponenti del DTP in tribunale. E’ la stessa logica del 1930, quando l’allora Ministro dell’Istruzione Mahmut Esat Bozkurt così si espresse. “ In Turchia vivono solo Turchi e dovessero esserci degli altri, essi sono schiavi dei Turchi.” E per questa ragione che sino ad oggi non è stato avviato nessun procedimento contro gli assassini di Önkols.
Si deve proteggere lo sport a Diyarbakir. Il KCK sostiene che il popolo kurdo, le istituzioni democratiche e la gioventù kurda deve proteggere lo sport a Diyarbakir. Giorno dopo giorni cresce la doppia morale, dell’atteggiamento separatista e razzista nei confronti dei Kurdi, che addirittura arriva nel mondo dello sport e per questo diventa più
pericoloso.
Solo per il fatto che a Diyarbakir si pratica lo sport, si è esposti a Diyarbakir agli attacchi. Nel passato ci sono stati casi separatistici, ma questi recenti superano i confini della pazienza. Il popolo kurdo, le istituzioni democratiche e la gioventù kurda devono proteggere lo sport a Diyarbakir contro questi atteggiamenti sciovinisti e razzisti.La squadra che pratica sport in Kurdistan esposta ad offese ed umiliazioni deve essere protetta, mentalmente ed economicamente va sostenuta dal popolo kurdo. IL KCK scrive: “ Questi attacchi non produrranno nessun effetto, se non quello di rafforzare ed unire la resistenza di popolo. E pertanto il KCK esorta il popolo del Kurdistan a rispondere a questi attacchi attraverso la sua unità ed organizzazione, rafforzando in questo modo le proprie conoscenze nazional-democratiche.