- Newroz e il terrore statale
- HPG: Non vi è stata nessuna perdita
- Newroz: 3 morti, 2000 fermi e 402 arresti
- Un mare di persone verso Amara
- Intervista con Halif Aksoy, presidente del DTP
- Orsola Casagrande: Il Pkk kurdo non è «terrorista» dice la Corte di giustizia europea
- Ayse Karabat : Turchia, le ong del sudest esortano il primo ministro a portare avanti il processo Ue
- Turchia, torna in carcere la deputata curda Leyla Zana
- Doriana Goracci:Nuova condanna per Leyla Zana
- Combattente dell'HPG ferita in carcere
- “Mio figlio sepolto di nascosto”
- Sei anni di galera pr aver fatto visita a sua figlia
- DTP: Per protesta nessuna difesa
- HPG: Nessuna perdita in conseguenza degli attacchi aerei.
Newroz e il terrore stataleIl documentario diffuso da Kurdish info su you tube (
www.youtube.com/user/hateranpatera ) fa capire quale odio, disprezzo e uso della violenza da parte della forze di sicurezza verso la popolazione kurda. YEK-KOM e la federazione delle associazione kurde di Germania hanno raccolto una serie di informazioni e report sul Newroz. Si possono scaricare in formato PDF dalla pagina web dell'ISKU.
HPG: Non vi è stata nessuna perdita HPG 30.03.2008 - L'ufficio stampa dell'HPG ha reso noto che in seguito ai recenti attacchi aerei nella zona del Zagros, non vi è stata nessuna perdita. In molte zone del Kurdistan del Nord vi sono stati combattimenti, nei quali hanno perso la vita diversi soldati turchi.
Newroz: 3 morti, 2000 fermi e 402 arresti 03.04.2008-Ogni giorno centinaia di arrestati e pure un terzo morto. Un ragazzo in seguito alle gravi ferite riportate è morto in ospedale. Come suo padre ha dichiarato, gli era stato vietato fargli visita in ospedale. Come ha reso noto il DPT in un aggiornato bilancio della situazione, sono state fermate circa 2000 persone e per 402 il fermo tramutato in arresto, tra i quali due presidenti di distretti e tre presidenti di provincia.
Un mare di persone verso Amara ÖP 03.04.2008-Migliaia di persone provenienti da diverse città della Turchia si è diretta ad Amara, città natale di Abdullah Ocalan. L'occasione è il compleanno di Ocalan il 4 aprile. Da cinque anni, in questa data si approfitta dell'occasione per protestare contro le sue condizioni di detenzione ed esprimergli solidarietà. Sono attese diecimila persone, come pure la repressione dello Stato turco.
Intervista con Halif Aksoy, presidente del DTP Martin Dolzer, jW, 28.03.2008-Nel corso dei festeggiamenti del Newroz, nelle province kurde della Turchia si è assistito a brutali attacchi da parte delle forze della sicurezza. Decine e decine di persone sono rimaste ferite. A Van e Yüksekova le forze di sicurezza hanno ammazzato due persone e centinaia di persone sono state arrestate. Le proteste continuano. Come valuta Lei la situazione?
Come negli anni passati la popolazione, nonostante i brutali attacchi ha partecipato ai festeggiamenti del Newroz in massa ed ha protestato contro le terribili violazioni dei diritti umani. Nonostante i mille impedimenti, i tentativi di intimidazione della polizia, le violenza, una campagna denigratoria dei mass-media milioni di persone hanno voluto dimostrare e lanciare un forte segnale per un dialogo pacifico della questione kurda.
Pare che l'oligarchia turca volesse adoperare il Newroz per mettere in cattiva luce i kurdi, diffamandoli come criminali e violenti. Le foto e le immagini che si vedono in televisione di donne e di uomini picchiati selvaggiamente per strada senza ragione parlano un'altra lingua.
Ci sono stati anche ad Istanbul problemi? Già prima della manifestazione, le autorità hanno cercato di far arrivare in piazza il minor numero di persone possibile, attraverso blocchi in città, impedendo così il raggiungimento del luogo dell'incontro e il divieto di manifestare. E' stato fatto uso di gas lacrimogeni negli autobus e un treno si è fermato esattamente in un punto dove stavano in attesa fascisti con pietre e oggetti contendenti. Solo ad Istanbul sono state fermate più di 200 persone e 12 sono state arrestate. Si trovano tuttora in galera, solo per aver indossato fazzoletti con i colori kurdi e portato simboli ritenuti vietati. Decine e decine di feriti in seguito alla brutale repressione. E bisogna dire che in Turchia chi rimane ferito negli scontri non può andare in ospedale, perché andare in ospedale significherebbe l'arresto.
Sempre più giovani donne e giovani ragazzi impegnati politicamente dalla parte kurda vengono colpiti dalla repressione.
Quali sono le ragioni? I giovani e le donne sono le forze dinamiche del DTP e della società civile.
Per questa ragione le autorità statali che hanno interesse a questo status quo, hanno paura di queste forze, e si cerca , ma senza successo di impedire la politicizzazione dei giovani. E, inoltre essi sono esposti alla più dura represssione. Solo durante i preparativi del Newroz sono stati fermati più di venti giovani, militanti del DTP, i quali sono ancora in galera.
Quale sostegno vi aspettate dalle forze democratiche europee? E' importante per noi che la sinistra europea ci dia una mano. Solo in questo modo possiamo avere uno sviluppo positivo e pacifico e liberare energie positive. Inoltre, il conflitto turco-kurdo dovrebbe essere presentato con maggiore obiettività all'opinione pubblica europea.
E saremmo contenti che le forze progressiste europee si impegnassero affinché non arrivano più armi alla Turchia. Siamo consapevoli che sinora i governi europei non hanno messo in moto una forte strategia per la soluzione della questione kurda, ed essi dovrebbero esercitare una maggiore pressione sulla Turchia, almeno per quanto riguarda i diritti umani fondamentali.
La strategia di criminalizzare il movimento kurdo e dividerlo non porta da nessuna parte. La popolazione kurda vede in Abdullah Ocalan la figura leader e le speranze di uno sviluppo democratico hanno a che fare anche con la sua persona. Milioni di firme raccolte lo testimoniano.
Orsola Casagrande: Il Pkk kurdo non è «terrorista» dice la Corte di giustizia europea Il Manifesto-Una decisione «storica». Il partito di Ocalan era stato inserito dalla Ue fra i gruppi terroristi nel 2002. Ma la prima reazione dell'Unione è: «Sentenza irrilevante»
Il Pkk non va inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche stilata dall'Unione europea nel 2002. Il tribunale di prima istanza della corte di giustizia europea del Lussemburgo ha pronunciato ieri un verdetto per molti versi storico.
Il consiglio dei ministri della Ue, all'indomani dell'attentato alle Torri gemelle l'11 settembre 2001, aveva stilato una lista di organizzazioni ritenute terroristiche disponendo anche il congelamento dei loro beni e conti correnti. Tra queste c'era anche il Partito dei lavoratori del Kurdistan fondato da Abdullah Ocalan. Era stato il fratello di Ocalan, Osman, a presentare un ricorso contro l'inclusione del Pkk nella lista. Ma il 15 febbraio 2005 il ricorso era stato respinto con la motivazione che Osman Ocalan non aveva l'autorità di rappresentare il Pkk. Il fratello del leader incarcerato nell'isola di Imrali dal 1999 non aveva accettato la sconfitta ed era nuovamente ricorso in appello. Quello di ieri è il verdetto in risposta a questo secondo appello. Ed è un verdetto destinato a far discutere. Anche perché il governo turco ha lavorato anni per far inserire nella lista dei gruppi terroristi il Pkk.
La stessa decisione del tribunale ha riguardato anche il Kongra-Gel, per così dire il braccio «politico» dell'organizzazione kurda. Il presidente del Kongra-Gel, Zuber Aydar, ha dichiarato ieri che «la decisione della corte del Lussemburgo è un passo avanti nel cammino verso la libertà. Si tratta di un risultato molto importante». Aydar ha anche ricordato che il Pkk rimane nella lista delle organizzazioni terroristiche stilata dagli Stati uniti. Immediata anche la risposta dell'Unione europea. Secondo un funzionaro della Ue, citato anonimamente dalla Reuters, «la decisione della corte di prima istanza è irrilevante». Commentando il verdetto del secondo tribunale più importante dell'Unione europea, il funzionario ha anche sottolineato che una nuova versione della lista delle organizzazioni terroristiche è stata stilata dalla Ue nel dicembre 2007. Anche in quella lista è stato inserito il Pkk. «Per il consiglio dei governi europei - ha detto senza mezzi termini il funzionario - il Partito dei lavoratori del Kurdistan continua a rimanere nella lista».
Nel motivare la sua decisione la corte del Lussemburgo ha anche sottolineato che quando, nel 2002, l'Unione europea aveva inserito il Pkk nella lista delle organizzazioni terroristiche, non aveva sufficientemente motivato la sua scelta. In passato la corte aveva ritenuto non inseribile nella lista anche il gruppo di opposizione iraniano in esilio, i Mujaheddin del popolo. La corte è formata da un giudice e sei avvocati. I componenti vengono eletti ogni sei anni.
Intanto in Turchia continua il dibattito sulla richiesta di chiusura del partito al governo, l'Akp di Recep Tayyip Erdogan e Abdullah Gul per attività anti- laiche. La corte costituzionale ha ritenuto infatti ammissibile la richiesta presentata dal procuratore capo della corte suprema. In parlamento il leader del partito kurdo Dtp, Ahmet Turk ha pronunciato un duro discorso sostenendo che «la richiesta di chiusura dell'Akp è la conseguenza di una guerra di potere interna allo stato». Per Turk «ci sono tre stati in Turchia. Il primo vuole che la Turchia cambi e si muova sempre più verso l'Unione europea. Il secondo mira a proteggere lo status quo e il terzo sta lavorando perché a prevalere sia il cosiddetto 'stato profondo'".
Come l'Akp anche il Dtp è sottoposto a un procedimento di chiusura da parte della magistratura. «E' evidente - ha detto Turk - che ci sono ambienti che temono una maggior democrazia e libertà». E l'Akp, secondo Turk, «non ha lottato contro questi ambienti. Se avessero combattuto contro queste forze e per la democrazia, adesso la democrazia turca non sarebbe così in pericolo. La soluzione alla questione kurda - ha aggiunto Turk, lui stesso sotto processo come gli altri venti deputati kurdi eletti nel luglio scorso - rappresenterebbe il passo più importante verso la democratizzazione dello stato turco. Continuare a chiudere gli occhi sul problema kurdo significa arrendersi allo status quo o accettare di esserne vittima».
Ayse Karabat : Turchia, le ong del sudest esortano il primo ministro a portare avanti il processo Ue Zaman, 9 aprile 2008- Un gruppo di rappresentanti di 17 organizzazioni della società civile dell'est e del sudest dell'Anatolia è giunto martedì nella capitale per discutere con il presidente, il primo ministro e i politici dell'opposizione in merito alle soluzioni economiche e democratiche alla questione dei kurdi di Turchia.
La visita del gruppo arriva nel mezzo delle recenti tensioni causate dagli scontri tra polizia e manifestanti kurdi nel corso del festival primaverile del Newroz celebrato a marzo e dei recenti combattimenti tra gruppi di studenti pro-kurdi e nazionalisti in alcuni campus universitari.
Ieri i rappresentanti dei gruppi della società civile hanno incontrato il primo ministro Recep Tayyip Erdogan e hanno fatto visita al Partito della società democratica (Dtp) per condividere le loro osservazioni e conclusioni in merito alla questione kurda, come descritto dettagliatamente in un rapporto presentato a Erdogan.
Il gruppo ha anche intenzione di incontrare le formazioni dell'opposizione, il Partito di azione del popolo (Mhp) e il Partito repubblicano del popolo (Chp); in ogni caso, ieri non era chiaro il giorno e il momento esatto di questi incontri. Durante i loro colloqui di ieri, i rappresentanti dei gruppi della società civile hanno sottolineato l'importanza del processo Ue ed espresso il parere che la soluzione primaria per la questione kurda, così come per gli altri problemi della democrazia turca, derivano dai rimanenti negoziati che vedono impegnata la Turchia con l'Ue.
Nel corso del loro incontro di ieri con il primo ministro Erdogan - riportano alcuni testimoni - i rappresentanti del gruppo si sono detti preoccupati della crescente tensione nella regione dopo le celebrazioni del Newroz, e hanno chiesto al governo di avanzare misure democratiche, sociali ed economiche per eliminare il crescente pericolo di violenze.
Durante le celebrazioni del Newroz del 21 marzo, sono nati degli incidenti tra manifestanti e forze di sicurezza, che hanno causato tre morti. Da qual momento gli socntri sono continuati, e il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) ha fatto appello a una rivolta popolare nella regione.
(I rappresentanti) hanno avanzato anche delle proposte economiche che a loro parere potrebbero aiutare a migliorare la situazione nel Sudest, sottolineando che le misure finanziarie da sole non sarebbero adeguate per far fronte a questo problema profondamente radicato. Al fine di rendere permanenti i risultati delle misure economiche - hanno spiegato - lo sviluppo in economia dovrebbe essere sostenuto da riforme democratiche e sociali. Tali riforme comprendono il diritto all'istruzione in lingua kurda. Su questo punto, c'è stato uno spiacevole scambio di battute tra Sezgin Tanrikulu, capo dell'Associazione degli avvocati di Diyarbakýr, e il primo ministro Erdogan. Tanrikulu ha dichiarato che il rifiuto della Turchia di consentire alla popolazione kurda l'uso della propria lingua nelle scuole costituisce un problema politico. "Il diritto a ricevere un'istruzione nella propria lingua madre spetta solo alle minoranze", ha risposto il primo ministro Erdogan. Secondo la legislazione turca, i kurdi non vengono definiti una minoranza. Tanrikulu ed Erdogan hanno avuto un duro scambio di opinioni nel corso dell'incontro, e la discussione è finita con Tanrikulu che ha abbandonato arrabbiato la sala. Il resto della delegazione ha portato a termine i colloqui con con il primo ministro per altri 20 minuti. Al termine dell'incontro il gruppo non ha rilasciato dichiarazioni alla stampa.
Contenuto del rapporto Le organizzazioni della società civile che operano nella regione suggeriscono nel loro rapporto di costruire un aeroporto a Diyarbakýr e di accelerare i progetti di irrigazione già in corso come parte di un progetto di sviluppo più sostenibile, che nelle attese creerà lavoro per 50mila persone. Il rapporto chiede anche l'introduzione di incentivi per settori specifici per gli imprenditori e coloro che investono nella regione e suggerisce sussidi fiscali per i datori di lavoro, sgravi fiscali per gli investitori, credito a lunga scadenza e a basso interesse per gli imprenditori della regione, l'insediamento di adeguate zone industriali e incentivi per gli uomini d'affari provenienti da fuori e che sono pronti a spostare le loro fabbriche nella regione.
Il rapporto sottolinea anche la necessità di ripulire la zona dalle mine terrestri e renderla disponibile per l'agricoltura. Il rapporto avverte che le misure economiche aiuterebbero a risolvere il problema solo in parte e afferma che lo sviluppo economico senza le riforme democratiche sarebbe priovo di significato. Secondo il rapporto, l'introduzione di più libertà, come il diritto all'istruzione in kurdo - un elemento di cui nell'incontro di ieri il primo ministro non sembrava entusiasta - aprirebbe la strada a una soluzione della questione kurda.
Ci sono stati problemi anche tra i delegati stessi che sono venuti a galla anche prima che la visita ad Ankara avesse inizio. Solo la sera prima della visita, l'Associazione dei diritti umani (Ihd) ha annunciato che non avrebbe fatto parte della delegazione, dicendo che le soluzioni avanzate nel rapporto erano troppo incentrate sull'economia. Tra le organzzazioni rappresentate nella delegazione vi erano la Camera del commercio e dell'industria di Diyarbakýr, l'Associazione degli avvocati di Diyarbakýr, l'Associazione degli industriali e degli imprenditori di Diyarbakýr (Disiad), l'Associazione degli imprenditori dell'Anatolia sudorientale e orientale (Gunsiad), la Associazione dei diritti umani e di solidarietà per i popoli oppressi (Mazlum-Der), l'organizzazione delle donne Kamer e il Sindacato dei medici turchi (Ttb).
Turchia, torna in carcere la deputata curda Leyla Zana Al Jezira- Incriminata per aver citato in un discorso il leader del Pkk Ocalan, aveva già scontato 15 anni di carcere per motivi simili. La deputata curda Leyla Zana, 49 anni, Premio Sakharov 1995 per la pace, è stata condannata dal tribunale turco della città di Diyarbakir, nella parte sud-orientale del Paese, a due anni di carcere con l'accusa di aver fatto «propaganda terrorista».
Era stata accusata di aver violato le leggi anti-terrorismo in seguito a un discorso pronunciato il 21 marzo dello scorso anno durante un Festival curdo. Nella parte del discorso incriminata Leyla Zana aveva detto che il popolo curdo - una delle varie minoranze residenti in Turchia - ha tre leader: Massud Barzani e Jalal Talabani nell'Iraq del Nord e Abdullah Ocalan, ex capo del separatista Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), considerato terrorista da Ankara, ma anche da Ue e Usa, e ritenuto responsabile della morte di almeno 40 mila persone dall'inizio della sua attività, nel 1984. Per Ocalan, punto di riferimento, anche dal carcere dove è rincihuso, per molti curdi della Turchia, la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ha chiesto un nuovo processo con la garanzia del rispetto dei diritti della difesa, diritti che secondo la Corte Europea non sono stati rispettati nel processo che si è tenuto in Turchia.
Zana, che è stata anche candidata al Premio Nobel per la pace e che nel 1996 ricevette la cittadinanza onoraria di Roma per il suo impegno nel campo dei diritti umani e civili, arrivò alla ribalta delle cronache internazionali nel 1994, dopo essere stata condannata, insieme con altri tre deputati del poi disciolto partito curdo Dep, a 15 anni di carcere per «fiancheggiamento» del Pkk, dopo alcuni discorsi pronunciati in Parlamento.
Doriana Goracci:Nuova condanna per Leyla Zana Donne In Nero12.04.2008 - "Sarà pazza una come Leyla Zana?" E' una prigioniera politica, è stata deputata curda, ha 49 anni, incriminata per aver citato in un discorso illeader del Pkk Ocalan, con 15 anni di carcere per motivi simili, Premio Sakharov 1995 per la pace, cittadina onoraria di Roma dal 1996 per il suo impegno nel campo dei diritti umani e civili, è stata condannata il 10 aprile dal tribunale turco della città di Diyarbakir, a due anni di carcere con l'accusa di aver fatto «propaganda terrorista».
Le fanno "compagnia" altri 12 mila prigionieri politici. Fu accusata di aver violato le leggi anti-terrorismo in seguito a un discorso pronunciato il 21 marzo dello scorso anno durante un Festival curdo.
Nella parte incriminata Leyla Zana diceva che il popolo curdo - una delle varie minoranze residenti in Turchia - ha tre leader: Massud Barzani e Jalal Talabani nell'Iraq del Nord e Abdullah Ocalan, ex capo del separatista Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), considerato terrorista da Ankara, ma anche da Ue e Usa, e ritenuto responsabile della morte di almeno 40 mila persone dall'inizio della sua attività, nel 1984.
Per Ocalan, punto di riferimento, anche dal carcere dove è rinchiuso, per molti curdi della Turchia, la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ha chiesto un nuovo processo con la garanzia del rispetto dei diritti della difesa, diritti che secondo la Corte Europea non sono stati rispettati nel processo che si è tenuto in Turchia.
"Questa ragazza deve essere pazza, sta perdendo la retta via..." era il commento che più spesso al villaggio si faceva a riguardo di Leyla, che continuamente metteva in discussione ogni regola repressiva contro la donna, fra queste anche coprirsi il capo con il velo, cosa che molto spesso tentavadi non fare....così inizia il racconto molto fedele e mai disgiunto della sua vita personale e pubblica, che può essere letto nella sua interezza al link
http://snipurl.com/2446f.
E' fondamentale conoscere la forza e la grandezza di questa donna, quando nel 1991 , ottava su 450 deputati, venne eletta ed era l'unica curda. Nel momento di giurare sulla Costituzione del 1982, si legò i capelli con una fascia dai colori curdi e dopo aver giurato, aggiunse in turco e curdo:"Sono stata obbligata ad adempiere la formalità richiesta. Io lotto per lafraterna convivenza del popolo kurdo e del popolo turco in un quadrodemocratico". Questo le valse una richiesta di pena di morte, poi ridotta a15 anni di carcere.
Oggi siamo a questo, una nuova condanna. Agnoletto ha così commentato:«La nuova condanna a Leyla Zana è una sfida aperta all'Ue da parte della Turchia. Chiediamo l' immediata interruzione della trattativa per l'ingresso di Ankara in Europa. Leyla Zana è il simbolo della lotta pacifica e nonviolenta per il rispetto dei diritti del popolo curdo ed è riconosciuta a livello internazionale come attivista che si batte per il rispetto dei diritti umani; anche l'Unione Europea ne ha celebrato i meriti e lo straordinario coraggio assegnandole nel '95 il Premio Sacharov».
La condanna di due anni, è pesante come un macigno: una volta ancora donne e uomini, rivendicano dignità e libertà, nel rispetto dei diritti umani.
http://www.donneinnero.it/documenti/kurdistan /leylazana_vita.htm A questo link un documento interessante di Luisa Morgantini del marzo 1999.
Combattente dell'HPG ferita in carcere ANF, 15.04.2008- La combattente dell'HPG Günes Tekin, che il 10 aprile era rimasta ferita nel corso di un combattimento, dopo l'operazione chirurgica è stata consegnata al carcere di Elazig in un grave stato di salute. Oggi hanno potuto sua sorella e due avvocati parlare con lei. Si è saputo che ha sei ferite da armi da fuoco alle braccia e alle gambe. Tekin ha riferito le seguenti parole in riferimento al combattimento. E' stata un'operazione mirata. Eravamo in una caverna. Per ore la caverna fu bombardata. Tutte le cime delle montagne intorno erano controllate dall'esercito. Sicuri che avrebbero fatto uso di armi chimiche, abbiamo abbandonato la caverna. Molti si noi sono stati colpiti. Insieme ad altri tre, siamo riusciti a rompere l'accerchiamento, ma fui colpita e caddi. I miei compagni hanno pensato che ero morta. Quando mi sono ripresa, mi sono trovata in mezzo ai soldati.
“Mio figlio sepolto di nascosto” ANF, 15.04.2008- E' già risaputo che l'esercito turco nel corso dell'operazione nella regione Zap ha subito notevoli perdite. Adesso si viene a sapere dalle parole di una mamma di un soldato che ha rilasciato un'intervista al giornale Özgür Politika, che suo figlio morto nel corso di un combattimento è stato sepolto in segreto su ordine dei militari e dell'“associazione delle famiglie die martiri“: La motivazione sarebbe, così le è stato detto, che non si vuol far gioire il PKK. Lei ha saputo della morte del figlio, solo cinque giorni dopo.
In riferimento al funerale per la morte del figlio, lei ha dichiarato: „ Lo abbiamo sepolto di notte, senza cerimonia funebre. Ci hanno detto:“ non dobbiamo far gioire il PKK“. Una persona appartenente all'associazione delle famiglie die martiri ha affermato che è per lo Stato che va sepolto di notte. „ Anche suo figlio, avrebbe voluto così.“ Persone con molte stellette hanno inoltre detto che non si poteva svolgere la cerimonia funebre, perchè vi sarebbero potuto esserci dei combattimenti.
Mio figlio non ha combattuto per liberare Smirne o Antep.Come devo dire, lo ha fatto per la patria? Come posso mandare un altro figlio in guerra? Da chi e per che cosa devo auspicarmi vendetta? Se io soffro, devo auspicarmi che anchi altri soffrano? Se ci confrontiamo liberamente, forse non si spezzeranno più i cuori di madri e non moriranno più giovani vite e non verranno più sepolte in segreto. Non ho paura, ma ho nipoti e figlie. Che ne sarà di loro se parlo liberamente in televisione o sui giornali? Non solo la sepoltura sedi nascosto di mio figlio, ma faranno qualcosa anche ai miei nipoti. Chi fa la guerra non è un musulmano, non è un essere umano. Erdogan manda i nostri figli sulle montagne. Dovrebbe mandare i suoi figli e poi aprire la bocca! Solo le mamme turche e kurde possono fermare questa guerra. Chi ha una coscienza , ascolti le madri.”
Sei anni di galera pr aver fatto visita a sua figlia ANF, 16.04.2008, Nel suo articolo sul giornale turco Millyet Fikret Bila ha scritto che la lotta contro il terrorismo si realizza anche facendo visita alle famiglie dei guerriglieri e si vuole convincere le famiglie a far scendere i loro figli dai monti. Dall'altra parte oggi una madre è stata condannata a sei anni di detenzione a Elbistan con l'accusa di essere andata a trovare sua figlia, che non vedeva tra l'altro da sei anni, nel campo per profughi di Maxmur nel Kurdistan del Sud. Ashan Toeren, dopo aver fatto visita a sua figlia, al suo rientro in Turchia viene arrestata e condannata per partecipazione a banda armata terroristica a sei anni di detenzione. Si tratta di una terribile pressioen psicologica nei confronti dei familiari dei guerruglieri. "Se avessi fatto opera di convincimento, nonb sarei stata condannata. Mi chiedo come si può essere terrorista alla mia età. Sono andata solo per vedere mia figlia e ho avuto una pena come se avessi partecipato ad azioni con armi da fuoco."
Un figlio della donna è morto come combattente della guerriglia.
DTP: Per protesta nessuna difesa ÖP, 17.04.2008, I deputati del DTP hanno annunciato che non opporranno più nessuna difesa ne tantomeno parleranno, davanti alla commissione parlamentare che si occupa dell'immunità pralamentare. Lo ha reso noto davanti alla commissione il deputato Hasip Kaplan. Il partito ha preso la decisione. Vi sono venti casi davanti alla commissione, di cui 13 riguardano deputati del DTP.
Nel caso di Hasip Kaplan gli vuole togliere l'ìimmunità in quanto autore di un reato penale grave. Kaplan ha dichiarato: nell'ambito della libertà di opinione ho espresso i miei pensieri sulla Costituzione. Per questa ragione è stato avviato nei confronti un procediemnto per togglere l'immunità. "Non ho sfilato nessuna spada ne estratto armi." Nell'affermazione scritta dei 13 deputati del DTP non vi è nessuna forma di difesa, solo la constatazione che ci appelliamo all'articolo 83 della Costituzione che parla di parità. Abbiamo espresso la nostra opinione e non abbiamo commesso nessun retao. Chediamo parità di diritto sulla questione dell'immunità.
HPG: Nessuna perdita in conseguenza degli attacchi aerei. ÖP/ANF, 17.04.2008- Le forze di difesa popolare (HPG) hanno confermato che vi è stato un attacco aereo dell'aviazione turca nella zona Zap. Diversamente da quanto affermato dal stato maggiore dell'esercito la guerriglia non ha avuto nessuna perdita. Inoltre, vi sono scontri in diverse zone del paese. Sono in atto operazioni militari a Sirnak, Dersim e Botan. Secondo le prime informazioni sui monti Gabar sono caduti due soldati nel corso di un combattimento e 13 sono rimasti feriti. Si notano da due giorni intensi movimenti all'aereoporto militare di Diyarbakir. Ieri sera si sono levati due aerei da combattimenti in direzione del confine. Un'unità dell'HPG ha eseguito un controllo sulla strada tra Dersim e Erzincan. Un'unità del PJAK ha eseguito un attacco alla postazione militare nella città del Kurdistan orientale di Kermanshah, per rispondereall'attacco dell'artigliera iraniana a Kandil.
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