Kurdish Info 09.09.2009-
I giovani kurdi che prestano il servizio militare nell’esercito turco
sono spesso minacciati di morte. A causa delle minacce di morte e delle
pressioni molti si sono suicidati, molti giovani kurdi sono morti in
circostanze misteriose. Un giovane militare kurdo, che ha tentato il
suicidio, ha rilevato i nomi dei suoi persecutori. È oramai risaputo
che i militari di origine kurda sono vittime di minacce continue nell’
esercito turco.
Alcune notizie riguardo ai soldati curdi nel eseercito turco:
Morti sospette di soldati kurdiOzgur Politika/DIHA 01.09.2005 – è statao dichiarato che Osman Gultekin un soldato nella Stazione del villaggio di Kizilkaya nella città di Bucak, provincia di Burdur si è suicidato 70 giorni prima del suo congedo. Il militare è stato portato all’ospedale della città dopo che un proiettile entrando dal collo è uscito da un occhio. La sua famiglia è stata informata con un giorno di ritardo. Il rapporto stilato a seguito dall’autopsia preparata dalla Scuola della Brigata di Montagna e dal Tribunale militare indica che la morte del soldato è stata dovuta a: “una ferita da arma da fuoco che ha attraversato il
cervello interrompendogli la circolazione e la respirazione”.
Ha detto:”Padre salvami”Il suo corpo è stato poi riconsegnato alla sua famiglia e cremato ad Amed (la città d’origine della famiglia), il padre di Osman, Mehmet Gultekin ha detto di non credere al suicidio. Egli ha affermato che 24 ore prima del suicidio il figlio lo chiamò dicendogli: Papà salvami, mi hanno sfinito. O loro mi sparano o io sparerò loro”. Il padre ha affermato che la conversazione era disturbata da voci di sottofondo e che la telefonata è stata poi bruscamente interrotta: “Con l’aiuto
della mia famiglia ho raggiunto Antalya ed ho parlato col comandante della stazione il quale mi disse che non c’era nessun problema e che mio figlio era impegnato in servizio. Il giorno dopo mi dissero che era morto”.
C’è qualcosa di losco dall’inizio alla fine Il signor Gultekin ha detto che il figlio non si sarebbe mai suicidato e che le accuse sono false dall’inizio alla fine:” Tutta questa vicenda è losca. Quando arrivammo non c’era nessuno interessato
al caso. Mio figlio era stato già sottoposto a numerose punizioni e a compiti supplementari. Quando rifiutò di svolgerli ebbe una discussione col sergente che dicese di spostarlo continuamente da una stazione all’altra. Anche loro non hanno dato pace a mio figlio”.
Espressioni contradditorieIl padre del soldato ha affermato che non è una coincidenza che tra i testimoni ce ne siano 5 dei comandi vicini. Ci sarebbero delle contraddizioni tra le dichiarazioni dei testimoni e le testimonianze iniziali degli ufficiali della stazione. Gli ufficiali dissero al padre:”Tuo figlio ci disse che li facevano giocare alla Roulette Russa e in quell’occasione si suicide ma il testimone ha detto che mio figlio si suicidò mentre stava caricando l’arma. Loro hanno ucciso mio figlio ed ora stanno tentando di porre la cosa su alter basi”.
Il signor Gultekyn ha ditto che un ufficiale gli ha detto che l’incidente rimane oscuro e che avrebbe fatto delle investigazioni
personali per capirne la dinamica e per evitare che altri incidenti come questo abbiano luogo. Il padre ha anche sottolineato che tra il momento dell’incidente e quello in cui il figlio è stato portato in ospedale c’è un buco temporale non quantificabile:” la mortuaria ha detto che il corpo è arrivato in ospedale alle 14:30 ma gli ufficiali hanno detto che bl’incidente è accaduto alle 15:10. sono dichiarazioni contraddittorie. Faremo il possibile per difendere i nostri diritti.” Il padre ha concluso affermando che in caso di necessità la sua famiglia è intenzionata a rivolgersi alla Corte europea per I diritti
umani.
L’esercito turco uccide un altro soldato kurdoDIHA 22.04.2007 – il corpo del militare di leva Vedat Turgay di Kiziltepe, città della provincia di Mardin, percosso a morte dai suoi commilitoni per tentata diserzione è stato riconsegnato ai familiari. Vedat tentò di disertare, date le sue origini kurde, per non prestare servizio nell’esercito turco, la famiglia ha affermato che il ragazzo è stato ucciso a bastonate, con le mani legate, a causa di una frattura cranica che ha partito alla fuoriuscita del cervello.
Vedat è stato ucciso durante un trasferimento da Adana a Eskisehir mentre l’autobus militare era in sosta a Sivrihisar Bademlik. I soldati hanno affermato che il giovane avrebbe tentato di fuggire a piedi. Il giovane soldato era già al secondo tentativo di diserzione, la prima volta fu arrestato a Mersin dove era stato condannato a sei mesi di prigione dalla Suprema corte militare.
La morte di Turgay è avvenuta il 18 aprile mentre dal referto dell’ospedale risulterebbe che il ragazzo sia morto il 22 aprile a causa di un trauma celebrale e fratture multiple. La famiglia è stata informata dell’incidente soltanto dopo 4 giorni ed ha Saputo della morte del figlio soltanto dopo essere arrivata in ospedale. Il fratello del giovane kurdo ha rilasciato la seguente
dichiarazione:”Come si può uccidere una persona ammanettata e sotto il controllo dei militari? Mio fratello non era un aggressivo e non voleva fare il soldato a causa delle sue origini kurde. Non ci hanno nemmeno mostrato completamente. Da quanto abbiamo potuto capire il suo cranio era in pezzi ed il cervello era in parte fuoriuscito. Nonostante sia
stato provato che ben tre soldati hanno presso parte all’omicidio di mio fratello perché ne è stato fermato soltanto uno? Noi continueremo a seguire il caso e ad adire le vie legali ”.
Del caso si sta occupando la branca di Eskisehir dell’Associazione per i diritti umani (IHD) nelle persone degli avvocati Abay e Ulucelebi che stanno raccogliendo informazioni dalla giustizia militare. Abay ha affermato che il caso è ancora sotto inchiesta e che una persona è stata arrestata.
la madre di Vedat ha detto quanto segue:” Non c’è governo, né giustizia, né Stato, né legge, niente, non c’è più Vedat”, la moglie del giovane e madre di due figlie è crollata per il dolore. Lo Stato non parteciperà alle spese del funerale alle quali provvederà la famiglia in forma privata.