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Öcalan rivela le tra fasi principali della sua road map
Submitted by Tsiatsan on Tuesday, October 27 2009
löjl
güncel Kurdish Info 27.10.2009-Il  leader del popolo kurdo Abdullah Ocalan, valutando i recenti sviluppi e presentando le sue proposte per una risoluzione nell’incontro coi suoi avvocati lo scorso 21 Ottobre, ha rivelato i tre punti seguenti presenti nella road map:
Prima fase: “Lo Stato garantirà tutti i diritti dei kurdi. Ci daranno garanzie. Dimostreremo allo Stato che non siamo separatisti. Dichiareremo che abbiamo abbandonato i metodi violenti. A quel punto potrà essere stabilito un cessate il fuoco. Lo Stato darà ai kurdi il diritto di autogovernars”i.
 
Seconda fase: “Quando la prima fase sarà completata sarà possibile muovere le forze armate fuori dal paese”.
 
Terza fase: “Le garanzie date troveranno il loro riflesso in un cambio della legislazione. In base ai cambiamenti effettuati la popolazione avrà il diritto al ritorno”. Ocalan ha chiesto libero sfogo affinché tutto questo venga fatto. 

Il leader del popolo kurdo Abdullah Ocalan ha discusso dei tre metodi coi quali la questione kurda, nel passato ed attualmente, viene trattata.
 
Primo Approccio: il metodo del rifiuto e dell’annichilimento
Questo primo approccio è stata la pratica dal 1925. Questo approccio verso i kurdi è basato sull’annichilimento della politica… si base sull’annichilimento culturale così come su quello fisico. Il nazionalismo di coloro che fecero ciò non è vera turchità ma “Turchità bianca”.
 
Il CHP è la continuazione di questo concetto che è FASCISMO NAZIONALE
“Tentarono di distruggere tutti coloro che la pensavano differentemente da loro o che raggiungevano il loro livello. La loro
concezione non è nemmeno relativa ad un nazionalismo turco. Il loro unico obiettivo è quello di controllare la Repubblica seguendo i loro metodi. Hanno creduto che questo fosse l’unico metodo per tenere la Repubblica sotto il loro controllo. Essi dissero a Mustafa Kemal: “Sei il nostro profeta, sei superiore a tutti noi”. Volevano glorificare Kermal e gestire il potere… In qualche modo volevano neutralizzarlo. Il metodo del rifiuto e dell’annichilimento è continuato per 80-90 anni.
Il CHP di oggi sta continuando questa azione. Sia il MHP che il CHP sono i prosecutori di queste politiche. Il CHP rappresenta il fascismo nazionale mentre il MHP il fascismo nazionalista. Entrambi sostengono la negazione e l’annientamento dei kurdi”.

Secondo approccio: controllare i kurdi tramite un piccolo Stato nazionale
“Questo secondo approccio prevede la pacificazione dei kurdi con un piccolo Kurdistan, imprigionarli in una piccola area e controllarli. Ad Israele fu dato un grande sostegno nel 1947. Quindi Israele fu fondata in contrapposizione alla Palestina. Nel 1947 iniziarono a riunire i kurdi attorno al PDK. Quando capirono che non potevano finire i kurdi col loro primo approccio passarono al secondo. Questo secondo metodo fu messo in atto per 60 anni. L’obiettivo era quello di riunire i kurdi attorno ad una piccola nazione. Così tentarono di controllare specialmente i kurdi del nord, specialmente quelli in Turchia. Questo è l’approccio dell’Akp. Anche la Turchia stessa è una piccola Turchia. Hanno espulso i turchi dai Balcani e li hanno relegati in Anatolia. Hanno creato una piccola Turchia. Allo stesso tempo hanno imbonito i turchi col pan-turchismo”.

I kurdi saranno controllati attraverso il Kurdistan del sud.“L’AKP sostiene questo secondo approccio, questo deve essere ben compreso. Quello che fa l’AKP è veramente fraudolento. Ciò è più pericoloso dell’annichilimento fisico. L’AKP, grazie al suo rapporto col sud, vorrebbe controllare i kurdi attraverso loro. Adesso che l’AKP ha parlato di annichilimento democratico farà di tutto per controllare i kurdi. Stanno aprendo consolati al sud e migliorando le loro relazioni con l’Iraq. Tutte le maggiori compagnie del sud sono amministrate dai turchi. Stanno facendo tutto questo, migliorando le loro relazioni nel sud col tentativo di appacificare i kurdi e stanno rendendo i kurdi dipendenti da loro. In ogni caso i nazionalisti kurdi
più primitivi sono pronti a questo. Coloro che si sono separati da noi sono nel sud ed hanno relazioni con loro. Sono tutti parte dello stesso disegno. L’AKP lo sa bene e sta valutando la situazione da vicino… L’AKP ha raggiunto un accordo con Yaşar Büyükanıt (ex capo di Stato maggiore) basato su queste basi. Hanno raggiunto un compromesso con l’AKP che controlla sia i kurdi che gli islamisti. Questo è stato il sistema per evitare il colpo di Stato. Questo accordo è ancora in
vigore”.

L’espansione democratica non è il progetto dell’AKP ma dello Stato.“Bisogna conoscere bene le differenze tra religione vera e falsa. Attraverso l’espansione democratica l’AKP userà tutte le opportunità e gli strumenti a sua disposizione. Il CHP ed il MHP tentando di mantenersi politicamente in vita esprimendo il loro dissenso a questo progetto mentre l’AKP sa bene che solo un successo in questo progetto lo manterrà in vita. Faranno di tutto per  riuscirci. Tentano soltanto di avere successo alle elezioni. Ciò che fa l’AKP è veramente fraudolento. L’espansione democratica non è il progetto dell’AKP ma
dello Stato. Se si farà un buon lavoro l’AKP imboccherà la via del declino e la sua influenza nella regione diminuirà”.

Terzo approccio: il metodo del KCK
L’approccio che noi sosteniamo è quello basato sul metodo della governance democratica della società. Questo è il KCK (organo esecutivo del movimento kurdo di liberazione NdT) e non è basato sui confini ma sulla organizzazione democratica della società: è un approccio libertario. Sebbene non lo avessi ancora identificato, avevo già parlato del KCK. Il KCK non offre una soluzione che possa essere rinchiusa all’interno di uno Stato. Ho parlato molto approfonditamente
di questi approcci nella mia Road Map. C’è una introduzione storica alla mia road map. È una introduzione ambiziosa. Ho dichiarato le mie posizioni su come possa essere raggiunta una soluzione. Anche nella mia road map ho citato i cinque punti del sistema del KCK: economico, sociale, politico, giudiziario e diplomatico. La sfera sociale contiene questioni come l’organizzazione dell’educazione. La sfera internazionale la definisco diplomatica. L’idea di Davutoğlu (Ministro
degli esteri turco) di creare un Consiglio strategico nella Regione è stato preso dalla mia idea della Confederazione democratica del Medio Oriente, ne è una implementazione”.

La definizione di Baykal “L’AKP sta implementando la road map di Imrali” è vera“L’AKP sta sfruttando la mia road map che è in loro possesso. Il leader del CHP Deniz Baykal sa un po’ di questa situazione; ha detto che l’AKP sta implementando la road map di Imrali (Ocalan). Questa considerazione è vera. L’AKP non può comunque implementare la mia road map. Se ne stanno soltanto avvantaggiando. Davutoğlu ne beneficia all’estero e Erdogan qui. Quando proposi la soluzione democratica per il Medio Oriente io proposi il Confederalismo democratico del bacino del Tigri e dell’Eufrate. Adesso Davutoğlu sta negoziando con l’Iraq e la Siria. Stanno usando la mia road map e adesso l’AKP è nel dilemma. Il
KCK è una organizzazione democratico della società basata sulla libertà. È l’organizzazione autonoma della società al di fuori, ed oltre, lo Stato. È l’autoamministrazione della società. È ciò che chiamiamo autonomia democratica. Il nome può essere differente ma non l’essenza”.

Da adesso non chiederò più l’invio di altri gruppi “I gruppi che sono arrivati sono emissari di pace. Non sono la
risoluzione del problema. Sono soltanto degli emissari di pace. Lavoreranno per ottenere la pace. Vorrei ringraziare i gruppi che sono arrivati. Troveranno il loro posto nell’assemblea della pace. Anche il gruppo dall’Europa sta arrivando ma dopo di ciò non chiederò ad altri gruppi di arrivare. Non sarebbe giusto. Ma se lo Stato decidesse di negoziare col PKK e loro volessero inviare altri gruppi non mi potrei opporre. È una decisione che prenderebbero in autonomia. Ancora una
volta vorrei dire grazie ai gruppi di pace. Questo era l’obbiettivo dell’arrivo dei gruppi di pace. Era un test. L’ho fatto per tentare di aprire un percorso attraverso questo processo politico bloccato e anche per verificare la loro lealtà. Mi hanno ascoltato e dimostrato la loro lealtà. I gruppi di pace che arrivarono nel 1999 erano impreparati. Commettemmo molti errori che ricaddero su di loro. Era un periodo incerto. Pensavamo che lo Stato potesse avvantaggiarsi da quella opportunità ma lo Stato, semplicemente, li imprigionò”.

La fasi proposte per una soluzione di pace nella road map.

Fase 1: lo Stato riconoscerà il KCK
“Da adesso in poi è necessario suddividere il percorso verso una soluzione in tre fasi. Nella prima fase lo Stato garantirà i diritti ai kurdi. Ci daranno assicurazioni reali e ci convinceranno. Poi noi dichiareremo che non ricorreremo più a metodi violenti e che non è nostra intenzione quella di dividere lo Stato. Porremmo i metodi violenti fuori dalla discussione. Solo allora si potrà stabilire un cessate il fuoco. Non ci sarà più né conflitto, né violenza. Lo Stato accetterà una soluzione democratica ed i 5 punti che ho presentato.
Daranno ai kurdi la possibilità di autogovernarsi. Per arrivare a ciò è necessario che mi sia concessa maggiore libertà d’azione. Tutto ciò deve essere discusso nei dettagli. Questo è quello che intendevo affermando che ho bisogno di 90 giorni per negoziare gli aspetti militari e 45 giorni per negoziare gli aspetti relativi alla sicurezza.
Non è un processo semplice”.
Fase 2: la guerriglia lascerà i confini della Turchia
“Se la fase uno è stata completata allora le forze della guerriglia potranno lasciare i confini turchi. La terza fase sarà, in base alle garanzie date, il cambiamento della legislazione, della costituzione, delle leggi e dei regolamenti. L’attuale costituzione deve essere cambiata. La gente tornerà in base a quanto questa sarà cambiata.
Dovrei avere la possibilità di esprimermi durante questo periodo. Lo Stato dovrebbe prendere in considerazioni la mia possibilità di essere parte nella realizzazione di questa soluzioni e sostenermi. Ci sono 10 principi nella mia road map nella quale ho sufficientemente detto come sarà possibile arrivare ad una soluzione”.
Le parti si stanno studiando a vicenda
“Adesso siamo in una fase di studio. Il PKK sta studiando le mosse dello Stato, è vero. Lo Stato sta studiando il PKK. Non è una fase di dialogo. Ci sono sospetti reciproci. L’AKP deve accettare la soluzione democratica. Stanno comunque agendo in maniera molto interessata. Stanno facendo tutti i tipi di calcolo possible.  Stanno anche buttando un occhio al processo elettorale. Questo processo non inizia con l’AKP ma è una questione aperta sin dai tempi di Özal. L’AKP vorrebbe godere
i benefici di tutto. La strada che hanno scelto di percorrere è piena di tutti I tipi di trucchi, inganni e  frodi. Gli espliciti massacri commessi dagli appartenenti ad Ergenekon sono assai meno pericolosi di questo silenzioso processo di annichilimento”.
Siamo in favore di una soluzione
“Siamo in favore di una soluzione, di una soluzione democratica ma anche lo Stato deve essere in favore di una soluzione, deve accettare la soluzione democratica. Siamo in favore di una soluzione con lo Stato, quello che è il vero Stato. Lo Stato deve accettare il modello democratico nel quale i kurdi possano autogovernarsi. Vorrei dire al
popolo turco: per 80, 90 anni c’è stato un velo calato su di noi. Assieme lo possiamo sollevare. Assieme possiamo portare pace e democrazia, possiamo ottenerlo assieme. Siamo in favore di una soluzione democratica”.
 
 
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