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Rapporto dell'IHD- relativa all'uccisione di famiglia Kaymaz a Kiziltepe
Nivîskar jana_editor Dîrok: În, 11. Adar 2005
löjl
makale

Rapporto riguardo all'inchiesta dell'Associazione per i Diritti Umani – IHD - relativa all'uccisione di Ahmet Kaymaz e del figlio dodicenne Ugur Kaymaz, nella provincia di Kiziltepe, distretto di Mardin

Il fatto
In base alla richiesta presentata alla sezione dell'IHD a Mardin, Ahmet Kaymaz (30 anni) e il figlio dodicenne Ugur Kaymaz, il 21 novembre verso le ore 17, hanno perso la vita nel quartiere Turgut Özal, in provincia di Kiziltepe, presso Mardin, perché forze di sicurezza hanno fatto fuoco contro di loro. Sussiste quindi una violazione del diritto alla vita e ne è conseguita la richiesta all'IHD di avviare un'inchiesta. Alla delegazione conseguentemente formata hanno preso parte: il rappresentante dell'IHD per la regione sudorientale, Mihdi Perinçek, il presidente dell'IHD di Mardin,


Hüseyin Cangir, il presidente dell'IHD di Diyarbakir, Selahattin Demirtas, il membro del direttivo dell'IHD di Diyarbakir, Irfan Eser e il segretario dell'IHD di Mardin, Erdal Kuzu. Il 23.11.2004 la delegazione si è recata a Kiziltepe, per investigare sull'accaduto. Il giorno precedente essa aveva richiesto appuntamenti per un colloquio al governatore di Mardin, Temel Koçaklar, al tenente maggiore di Kiziltepe, Engin Durmaz, e al procuratore distrettuale di Kiziltepe, Özlem Pinar Haktanir Akkoç. Solo la procura di Kiziltepe ha risposto positivamente alla richiesta. La delegazione ha avuto colloqui, tra gli altri, con la moglie e madre delle vittime, Makbule Kaymaz, e con testimoni oculari, ed ha eseguito un'inchiesta sul luogo dell'accaduto.

Estratti dai colloqui:   Makbule Kaymaz (30 anni):
"Mio marito Ahmet fa il camionista. Con il nostro camion eseguiamo trasporti. Mio figlio Ugur è nato nel 1992, frequentava la quinta elementare. A volte accompagnava suo padre nei viaggi. Il giorno successivo, mio marito avrebbe dovuto recarsi a Iskenderun, per eseguire un trasporto. Quindi si preparava al viaggio. Verso le 16:30 del giorno dell'evento avevamo apparecchiato la tavola e servito da mangiare. Mio marito e mio figlio, in attesa di mangiare, erano occupati a portare sul camion coperte e materassi. Entrambi erano in  pantofole. Il nostro camion era parcheggiato a circa 40 metri da casa nostra, lungo la via principale. Poco dopo abbiamo udito degli spari. Ero in casa con i miei altri tre figli e con mia suocera. Ci siamo spaventati e dal terrazzo abbiamo raggiunto il terrazzo dei vicini, che sono anche nostri parenti.
Da li ho visto mio figlio Ugur in ginocchio, che reclinava la testa in avanti (l'ho riconosciuto dai suoi pantaloni bianchi). Gli spari si sono ripetuti con una certa cadenza. Dopo un po' di tempo è arrivata la polizia per perquisire la nostra abitazione e siamo stati accompagnati presso la procura per un interrogatorio. Più tardi ho saputo che mio figlio e mio marito erano stati uccisi."

Ahmet Tekin (23 anni), vicino di Ahmet Kaymaz e supplente presso la scuola frequentata da Ugur Kaymaz):
"Al momento dei fatti ero in casa. Abbiamo sentito degli spari, inizialmente ho pensato che provenissero dal matrimonio che si stava svolgendo nelle vicinanze. Ma poi  è arrivata in casa la nostra vicina Makbule in stato di panico. Anche lei cercava di capire cosa stesse succedendo. Dato che avevamo paura di uscire,
non siamo riusciti a capire cosa stesse succedendo. Per circa venti minuti si sono susseguiti spari, a intervalli. Più tardi la polizia è entrata nell'abitazione e l'ha perquisita. Mi è stato richiesto di assistere alla perquisizione in qualità di testimone. Era presente anche la procura. Dopo la perquisizione, ci siamo recati al camion insieme alla procura. Davanti alla vettura giacevano due persone coperte di sangue. Mi è stata indicata una delle persone e mi è stato chiesto se la conoscevo. Mentre mi chinavo per vedere da vicino, ho riconosciuto Ugur. Ho detto che si chiamava Ugur, che frequentava la quinta elementare della nostra scuola e che era mio vicino di casa. Anche i poliziotti erano inorriditi e mi chiesero se ne ero sicuro. Ho confermato. Ugur giaceva davanti al camion, rovesciato sul fianco sinistro e la sua mano destra poggiava su un'arma vicino a lui. Successivamente mi hanno mostrato una seconda persona vicino a lui, che si trovava a circa un metro dalla portiera del conducente, coricata sulla schiena. Dato che intanto stava facendo buio, non sono riuscito a riconoscerlo sul momento. Ho chiesto ai poliziotti di farmi luce. A quel punto ho potuto riconoscere che la persona coperta di sangue era il mio vicino. Ho raccontato alla polizia che si trattava di Ahmet, il padre del ragazzo. La procura ha chiesto agli addetti alle ambulanze se erano intervenuti. Hanno risposto che avevano solo sentito il polso del ragazzo, che altro non era stato loro consentito dalla polizia".

Besir Özkiliç (25 anni, ha dichiarato di abitare a Kiziltepe):
"Lavoro come autista del camion targato... Invece Ahmet Kaymaz eseguiva trasporti con il camion targato ... Abbiamo fatto molti viaggi insieme. Il lunedì volevamo andare insieme a Iskenderun, per prelevare merci delle ditte Delta e Toros e portarle in Iraq. Un uomo di nome Ali, anche lui di Kiziltepe, di cui non ricordo il cognome, aveva organizzato questo trasporto. Volevamo partire il lunedì, dopo che Ahmet aveva controllato il suo camion." Inoltre, due persone che hanno parlato con la nostra delegazione, ma che non vogliono rendere pubblici i propri nomi, hanno riferito che alcuni giorni prima del fatto, poliziotti in borghese avevano condotto indagini segrete, osservato alcuni luoghi e fatto registrazioni video segrete.

Özlem Pinar Haktanir Akkoç (Procura di Kiziltepe):
"Il sabato (20.11.2004), a seguito di un'informazione segreta giunta alle forze di sicurezza, la casa è stata controllata e ne ero a conoscenza. Secondo l'informazione, nell'abitazione si trovavano membri armati di un'organizzazione illegale, che si stavano preparando a un'azione armata. In base alla supposizione che nell'abitazione potesse trovarsi una famiglia con dei bambini, nell'abitazione stessa non è stata condotta alcuna operazione. Ero a conoscenza dell'osservazione, proseguita anche la domenica. Il giorno del fatto, verso le ore 16:30-17, venne constatato che due persone lasciavano la suddetta abitazione. Alla richiesta delle forze di sicurezza di fermarsi fu risposto con degli spari. A seguito della sparatoria due persone hanno perso la vita. La via principale, tra le 17.30 e le 19, in diversi orari viene percorsa da un convoglio militare. Siamo partiti dall'ipotesi che queste persone stessero pianificando di attaccare quel convoglio militare. Poco dopo l'evento, mi sono recato anche sul luogo dell'accaduto. Era presente anche l'ambulanza. Fino al mio arrivo, il materiale probatorio non è stato toccato. Sotto la mia direzione sono state raccolte tutte le prove, è stato fotografato il luogo dell'accaduto e i cadaveri sono stati conotti in ospedale per l'autopsia. Per quanto riguarda questi eventi, stiamo indagando in tre direzioni. In primo luogo riguardo all'appartenenza di Ahmet Kaymaz ad organizzazioni, in secondo luogo riguardo all'appartenenza eventuale ad organizzazioni della moglie di Ahmet Kaymaz, Makbule, in terzo luogo, per verificare se le forze di sicurezza abbiano o meno ecceduto nell'utilizzo delle armi. Tutte e tre le indagini vengono condotte in modo approfondito ed ai sensi di legge. (...)"

Osservazioni e constatazioni della nostra delegazione:
* l'evento si è verificato a 40-45 metri dall'abitazione delle vittime, ai margini della strada statale Kiziltepe-Mardin. Il camion era parcheggiato sul bordo della strada. Davanti all'abitazione si trova un terreno non edificato, dell'ampiezza di circa tre ettari. Per questo è molto facile vedere l'abitazione dalla strada, o viceversa. L'abitazione si trova nel secondo edificio (civico n. 4) dall'inizio della strada.
* Né sul camion, né sul muretto che circonda il giardino dell'abitazione abbiamo potuto trovare riscontri di uno scontro armato, come bossoli o simili.
* Per quanto riguarda l'ora dei fatti: è un orario in cui a Kiziltepe inizia a far buio, ma non c'è ancora alcuna illuminazione stradale.
* È stato possibile constatare che la porta del camion non era chiusa e che sul sedile si trovavano cuscini, coperte e una piccola valigia.
* Inoltre è stato possibile constatare che il serbatoio del camion era pieno.
* Il luogo degli eventi è un luogo ampio ed aperto e, se lo si voglia, vi si possono eseguire arresti senza dover fare ricorrere alla violenza contro le persone.
* L'abitazione della vittima si trova a soli 700-800 metri dal distretto centrale delle forze dell'ordine.
* Si può registrare che Ahmet Kaymaz, con il suo camion, trasportava merci, e che Ugur Kaymaz frequentava la quinta elementare presso la scuola elementare "Dicle" a Kiziltepe, e ciò anche durante l'ultima settimana.
* Il referto dell'autopsia attesta: Ugur Kaymaz presenta complessivamente 13 ferite da arma da fuoco, di cui 4 alle mani e nove alla schiena. 9 di questi colpi sono partiti da una distanza inferiore a 50 metri. Sul corpo di Ahmet Kaymaz è stato possibile individuare complessivamente 8 ferite d'arma da fuoco, di cui 2 su mano e coscia sinistra, 4 sul torace e due sulla schiena. Tutti gli 8 colpi sono stati sparati da distanza inferiore a 50 metri. Su entrambi i cadaveri è stato possibile individuare polvere da sparo.
* Secondo il referto autoptico, i colpi sono partiti da una determinata posizione;le ferite diverse sono attribuibili al fatto che le vittime hanno modificatola propria posizione a seguito degli spari.

Richieste
1.  È presumibile che esistano molti altri testimoni oculari. Quindi è necessario che gli abitanti delle case circostanti il luogo dell'accaduto siano posti in condizione di rilasciare dichiarazioni, garantendo loro la sicurezza.
2.  Tutti gli impiegati di servizi di sicurezza che hanno condotto l'operazione devono essere immediatamente sospesi dal servizio.
3.  Per garantire una possibilità di chiarimento univoco della vicenda e di un giusto processo, che conduca alla condanna dei responsabili, deve essere senz'altro avviato un procedimento nei confronti dei responsabili.
4.  Durante il procedimento, devono essere garantiti la sicurezza e il risarcimento alla famiglia colpita.

Conclusioni
In base alle dichiarazioni di testimoni oculari, di familiari e di rappresentanti di autorità pubbliche, così come a seguito dei risultati delle indagini effettuate sul luogo degli eventi, la nostra delegazione è giunta alla conclusione che le due vittime erano civili, che la supposizione che queste persone abbiano fatto uso di armi è poco attendibile, che potrebbe essersi trattato di un'esecuzione, che queste persone potrebbero esser state uccise per errore della polizia oppure scientemente.

Mihdi Perinçek (membro del direttivo IHD per la regione sudorientale)
Selahattin Demirtas (membro del direttito IHD e presidente dell'IHD Diyarbakir)
Hüseyin Cangir (membro del direttivo IHD e presidente dell'IHD Mardin)
Irfan Eser (membro del comitato esecutivo dell'IHD Diyarbakir)
Erdal Kuzu (segretario dell'IHD Mardin)

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