
Orsola Casagrande -In Kurdistan il primo partito è il Dtp, titolava ieri un'agenzia di stampa kurda. Un titolo che era anche una sfida, quella di scrivere la parola «vietata»: Kurdistan. Ma le elezioni di domenica hanno certamente dato morale e forza ai kurdi, che già durante le celebrazioni del Newroz erano scesi in piazza massicciamente (due milioni di persone in tutta la Turchia) per ribadire soprattutto la loro voglia di pace e dialogo. I risultati elettorali premiano questa richiesta.
Il Dtp, partito della società democratica, non solo si conferma il
primo partito, ma ottiene anche nuove province. Quattro quelle
strappate all'Akp di Erdogan, grazie alle quali ora il Dtp controlla
oltre a Diyarbakir, Dersim, Batman, Siirt, Sirnak, Hakkari, Van e
Igdir. A Diyarbakir il sindaco uscente, Osman Baydemir è stato rieletto
con poco meno del 66,5% dei consensi. Una vittoria schiacciante sul
candidato dell'Akp che si è fermato al 30,6%.
Il partito del premier Erdogan si attesta sul 39,02% e, pur rimanendo
il primo partito in Turchia, subisce una perdita secca del 2,6% dei
voti, rispetto alle amministrative del 2004 e ben il 7,5% rispetto alle
politiche del 2007. L'Akp ha vinto dieci delle sedici grandi
municipalità, ma ha perso Mersin e Antalya, conquistate dal Chp (il
partito kemalista repubblicano). Istanbul e Ankara invece rimangono
nelle mani del partito di governo.
Quanto alle province, l'Akp ne perde undici, mantenendo il controllo su
35. I comuni persi sono 34: l'Akp dunque ne mantiene 449. Crescono il
Chp e il Mhp, il partito di destra. In particolare il Partito della
Repubblica del popolo (Chp) ha ripreso il controllo della municipalità
di Izmir e ha conquistato un totale di dieci province (nel 2004 ne
aveva sei). La vittoria maggiore comunque per il Chp riguarda le città:
da 130 del 2004, passa a 168. In percentuale il partito ha conquistato
il 23,2% dei voti, il 4,9% in più rispetto alle amministrative del 2004
e il 2,3% in più rispetto alle elezioni politiche del 2007.
Al terzo posto si attesta il Mhp, il partito nazionalista di destra,
che ha guadagnato circa il 16,1% dei consensi. Rispetto alle precedenti
tornate elettorali, la destra conquista il 5,6% in più che alle
amministrative scorse e l'1,8% in più rispetto alle politiche. Il Mhp
ha conquistato la municipalità di Adana e ha ottenuto nove province (ne
aveva quattro) e 128 comuni (ne aveva 72).
Non c'è dubbio però che il successo più importante è stato quello del
Dtp. Anche perché a questo punto il premier Erdogan non può più
ignorarlo come interlocutore. Il primo ministro le ha provate tutte per
strappare le città kurde al Dtp. Dai «regali» porta a porta (riso,
zucchero, carbone) all'apertura del canale statale in lingua kurda
Trt6. E gli è andata male.
E adesso, dopo le analisi e le recriminazioni, il governo turco dovrà
decidere se continuare con l'opzione militare contro i kurdi o
cominciare a pensare seriamente a sedersi attorno a un tavolo di
trattativa. Erdogan nella notte di domenica, pur sottolineando che
«queste elezioni sono state per l'Akp una vittoria» ha ammesso che «ci
sono lezioni da trarre da questi risultati». Un rimpasto di governo è
atteso nei prossimi giorni.
A sottolineare la tensione che ha segnato queste elezioni i morti della
vigilia. Ci sono stati pesanti risse che hanno provocato la morte di
sei persone e il ferimento di oltre cento. Domenica notte e anche ieri
mattina invece le strade soprattutto nelle zone kurde, sono state
invase da migliaia di persone che celebravano la vittoria del Dtp.
il Manifesto, 31 gennaio 2009