
Nel 1997 a Badolato i curdi restano il tempo per riposarsi, in tasca hanno altri indirizzi di parenti e amici che gia' stanno in Svizzera, in Germania. Ma oltre una quarantina decidono di trattenersi li'. E il comune ristruttura per loro le antiche case, i curdi trovano lavoro nei campi e nell'edilizia, in un luogo in cui il lavoro non c'e'. Si inaugura addirittura il primo ristorante curdo in Calabria, che prende il nome dal Monte Ararat, cioe' dalla carretta del mare che li ha condotti fin li'.
Solo dieci anni prima gli amministratori del comune avevano
provocatoriamente messo in vendita il paese, un antico borgo medievale
arroccato sulle colline, dove fu costruito perche' non fosse visibile
dal mare, e per proteggerlo dalle invasioni dei pirati turchi. Quando
arrivano proprio dal Kurdistan turco i profughi, il paese e' quasi
spopolato. Ci sono circa 500 abitanti, per lo piu' anziani, e la gente
non ha i soldi per ristrutturare le case. Qui, l'emigrazione italiana
del dopoguerra ha portato gli uomini in Belgio, in Svizzera e in
Germania. Le donne sono state spesso ad aspettare anche per tutta la
vita.
Adesso, con l'arrivo dei curdi, e' successo che il macellaio non chiude
piu' e nemmeno la tabaccheria. Qualcuno si e' fidanzato con
un'italiana, ma i ragazzi di Badolato sono arrabbiati perche' dicono
che loro non possono guardare le donne curde, che portano pure il velo,
mentre gli uomini curdi si fidanzano con le loro donne. Il ristorante
Ararat diventa un ritrovo per i curdi che alla fine rimangono in
tredici. La pizza che vi si mangia e' buona, e' quella turca, ci sono i
peperoni e anche lo yougurt. E' alta come quella napoletana. L'Ararat
e' sempre pieno, c'e' anche un'antenna parabolica nel ristorante:
mentre servono la birra ai tavoli i curdi possono seguire quanto sta
succedendo ad Ocalan, il loro 'Apo'.
Nel giro di poco tempo pero' il ristorante non c'e' piu'.
I curdi se ne sono andati via qusi tutti.
Loiero ha voluto raccontare con Wenders la storia dell'accoglienza in
Calabria, e riscoprire il senso dei luoghi e la necessita'
dell'integrazione. Badolato oggi e' un paese che avrebbe ancora bisogno
di essere ripopolato. Da qualche anno e' arrivato qui anche Piero Pelu'
che ha comprato una vecchia casa e l'ha ristrutturata per poter passare
li' parte del suo tempo libero. Anche i componenti della sua band ci
passano molto tempo.
Quest'anno Pelu' ha chiuso la rassegna estiva di Badolato 'Tarantella power' con un concerto in piazza, affollatissimo.
Il cortometraggio di Wenders sara' girato tra Badolato e Riace, il
luogo dove sono stati trovati i Bronzi, che ora sono custoditi al museo
di Reggio Calabria. 'Il Volo', interpretato da Ben Gazzara, e' ancora
alla ricerca del bambino protagonista e sono in corso le audizioni in
Calabria. Il film costera' circa 184 mila euro, con la Regione che e'
co-produttrice per 70 mila euro. Wenders ha, inoltre, evidenziato che
non ha ancora scelto la colonna sonora del film, per il quale guarda
con attenzione anche alla musica autoctona. 'Il volo' sara' il primo
film-fiction tridimensionale ad essere girato in stereoscopia. Il
soggetto e' stato scritto da Eugenio Melloni.
Quella di Loiero e' una grossa campagna di comunicazione per una
regione che spesso - come ha sottolineato - viene ricordata ''in
maniera non adeguata''. Ora con Wenders ''possiamo raccontarla
meglio'', ha detto.
ram/mcc/alf
(Asca)